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Letteratura: Recensione del libro, "Le avventure di Gordon Pym" di Poe PDF Stampa E-mail
lunedì 08 febbraio 2010

La bellezza del libro di Poe sta nell’aver creato un viaggio, una navigata a bordo del brigantino e di aver tenuto sempre sulla corda anche il lettore più appassionato di avventura allo stato puro.

Ambientato negli anni a cavallo tra il 1700 e il 1800, il romanzo ha come protagonista , come succede spesso per i grandi romanzieri dei secoli scorsi lo scrittore, che intraprende un viaggio burrascoso, dominato dall’ inquietudine e dall’avventura .
C’erano state le prime circumnavigazioni da parte di Cook intorno all’america e si stavano scoprendo le prime terre sconosciute e ancora tutte da esplorare.
Proprio da qui trae la sua ispirazione , la sua forza espressiva il romanzo di Edgar Allan Poe.
Il brigantino, nave sulla quale i nostri protagonisti , iniziano a esplorare l’Antartide , subisce  tormente di vento, inabissamenti e del tutto impreviste peripezie .
I personaggi principali si trovano a dover soffrire su quella barca mille e altre sventure con la speranza di poter ritrovare l’alba e riaprire gli occhi al sorgere del sole.
Il mare , con i suoi flutti , investe la barca , la scaraventa in acque agitate , con venti forti e a tratti quasi devastanti e la fa riemergere come per incanto grazie alla meravigliosa avventura descritta dallo scrittore. Il romanzo doveva , nelle intenzioni di Poe , costituire solo un romanzo d’appendice, di quei romanzi cioè che si scrivevano in quel periodo per allontanare da sé pericoli infingardi e distrarre con il viaggio  la mente attraverso racconti brevi e circospetti.
Invece divenne ben presto un romanzo di un intensità espressiva , con una forte connotazione , con uno spirito avventuroso che si rilevò alla portata di tutti coloro che ancora si trinceravano ed erano dubbiosi sulle circostanze di questi racconti e sulla veridicità degli stessi.
Erano viaggi esplorativi quelli , in cui si poteva per primo conoscere terre incontaminate , lontane migliaia di chilometri, come era lontano l’Antartide di due secoli fa che suscitava il miraggio di sconfinate ricchezze , e per altri invece era rivestito da un’ aura di affascinante mistero..
Nelle pagine del romanzo , la forza narrativa di Poe esplode in tutta la sua navigata oceanica , in cui deve combattere con capodogli, squali, con la fame, con la sete, con la difficile convivenza naturale ad un ambiente marino ostile e spesso spietato per i suoi passeggeri più coraggiosi.
Il mare , nel primo decennio dell’ottocento evocava timore, rispetto, ma anche un sogno di libertà per chiunque stimasse nel coraggio e nell’ardore un minimo di conforto. Come durante l’età dell’oro , così questo periodo storico preciso è  segnato da una corsa spasmodica , disorganizzata a tratti; verso mete indefinite che portarono casualmente a scoperte geografiche e alla nascita delle prime mappe geografiche.
Un periodo in cui, quello tra settecento e ottocento, la scienza era tesa a individuare quei pochi che volessero sostenerla ma che non poteva niente di fronte al coraggio , all’avventura , alle magnifiche gesta di eroi intenti a scoprire e a conoscere.
In molti il mare li ha inghiottiti, facendo nascere leggende metropolitane diversissime e molteplici, in cui si narravano tra la realtà e il sogno di esploratori, di navigatori, e di gente che a costo della loro vita hanno lottato in mare e attraverso di esso hanno  trovato libertà e possibilità di evasione .
Si narravano, nelle case, queste leggende suscitando ed evocando avventura , solitudine, immagino vicino a un focolare scoppiettante che destava ricordi e aiutava la memoria .
Il libro di Poe descrive tutto questo.
Con uno stile narrativo che si confà a quello di diario di bordo, il personaggio-narratore racconta le gesta sue e dei suoi compagni come fossero quelle eroiche di chi affronta la debolezza umana , affronta le malvagità della natura, delle tempeste, dei venti sibilanti, delle tormente e della pioggia e le rende un tutt’uno con il romanzo.
Le avventure di Gordon Pym è uno dei più belli e completi romanzi d’avventura che abbia avuto il piacere di leggere. Le descrizioni somatiche qui lasciano spazio alle imprese dei nostri eroi, accomunati tutti dal coraggio e dall’ardore , dalla resistenza stoica alla sofferenza e dalla volontà incrollabile . La narrazione si fa spesso esplorativa , allorché , sono precisate longitudine e latitudine della posizione geografica del brigantino, frequenti sono anche i termini tecnici utilizzati nella descrizione degli strumenti nautici tanto da far rabbrividire gli esperti di nautica.
leggendo il romanzo è facile paragonarlo al grande e memorabile romanzo di Melville,  Moby Dick , per gli argomenti trattati, per lo spirito avventuriero anche se il romanzo di Melville non riesce a costituire un simile succedersi di imprevisti e di successive tremende disgrazie abbattutesi sul brigantino.
Quello di Melville, evoca i fantasmi dei capodogli , come questi incutessero timore nei marinai e come feroce fosse stata la battaglia per la loro cattura e la scoperta affannosa e bramosa degli stessi capodogli , veri padroni incontrastati delle acque e giganti rispetto a marinai ancora inesperti e male equipaggiati.
Nel libro di Melville però come in quello di Poe si rintracciano termini desueti nella letteratura moderna, specie in quello di Melville alcuni significati incomprensibili tornano spesso agli occhi di un lettore seppure attentissimo.
Come in molti suoi racconti, il delirio di Poe è un corteggiamento della morte. Prefigurata , vista , saggiata , attraversata , la morte si fa esperibile e quindi reversibile.
Sotto questo aspetto le vicende del giovane Pym, non sono che una catena costante di morti simboliche.
Dall’iniziale naufragio sull’Ariel (“ fui risuscitato da uno stato assai prossimo alla morte) al sonno letargico, profondo che lo coglie improvviso nella buia cassa di clandestino.
il racconto di queste vicende tragiche indurrà poi lo scrittore a esplorare compiutamente la morte e a scrivere un romanzo reso celebre proprio da questo tema ossessivo a cui si dedicò.
la solitudine nella tenebra , il dolore, la fame e la sete , il cannibalismo ; tutto sembra alludere a un rituale iniziatico, ma l’iniziazione di Pym non è sociale né esoterica ma tautologica. cioè non causa altro dolore che non sia quello che prova egli stesso nel romanzo.

Daniele Stirpe

 

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