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Gli Stati generali del Sociale e della Famiglia di Roma Capitale rappresentano senzaltro una occasione per rilanciare nella nostra città politiche a misura di famiglia.
Giova ricordare, a tal proposito, anche quanto è stato fatto in tal senso dalla Regione Lazio. La nostra, infatti, è l'unica Regione insieme alla Lombardia che ha introdotto il Quoziente Familiare, che tiene conto del numero dei componenti il nucleo familiare, compreso il figlio concepito. Lo afferma in una nota l'On. Olimpia Tarzia Presidente del Gruppo PER Politica Etica Responsabilità. Nel corso della mia prima legislatura presso il Consiglio regionale del Lazio, ho promosso la legge 32/2011 Interventi a sostegno della famiglia, che ha introdotto il Quoziente Familiare. Un provvedimento importante, che, però, non ha trovato attuazione nella legislatura Marrazzo. Legge tuttora vigente, verso la cui piena applicazione le associazioni familiari continuano tuttoggi a chiedere un impegno e verso cui sono giunti anche gli apprezzamenti del Santo Padre nelludienza con gli amministratori di regione, provincia e comune. E' vero che la crisi economica si fa sentire fortemente anche nella nostra regione, ma è altrettanto vero che le famiglie ne sono le prime vittime. Per questo ritengo si debba dare almeno un segnale in questa direzione. Da anni le famiglie sono l'ammortizzatore sociale che tiene in piedi il Paese. Il Quoziente Familiare rappresenta un atto di giustizia sociale. A livello nazionale il Piano della Famiglia varato di recente sembrava una buona base da cui ripartire, ma liniziale apprezzamento si è man mano affievolito dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Monti. Da quando mi occupo di queste tematiche e sono più di trentanni, ho sempre sentito dire, da fronti bipartisan, che non ci sono soldi per la famiglia. La realtà è che l'allocazione delle risorse dipende prima di tutto da scelte politiche. Bisogna avere il coraggio di superare vecchie logiche assistenzialistiche e di sperimentare, come hanno fatto molti paesi del nord Europa, perché quando uno Stato investe sulla famiglia, non si impoverisce mai, anzi ne riceve benefici di gran lunga superiori. Quello che restituisce la famiglia in termini di gratuità, di servizi, è molto superiore a quello che può spendere uno Stato per mettere in atto una seria politica familiare. Purtroppo siamo ancora lontani anche da una graduale introduzione del Fattore Famiglia. Il cambiamento vero della politica e lo sviluppo del nostro Paese può avvenire soltanto realizzando quanto previsto nella nostra Costituzione agli art.29, 30 e 31, nellottica di una sana e doverosa sussidiarietà.
dott. Gianluca Di Bella
(Addetto Stampa On. Olimpia Tarzia)
Cell.: 3479233013 |